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MILANO: 61enne salvato con il Defibrillatore al parco di Trenno

Tragedia sfiorata sabato mattina al parco di Trenno, poco dopo le ore 11:30, quando un uomo di 61 anni ha accusato un arresto cardiaco. A salvargli la vita è stata un'istruttrice del vicino Aspria Harbour Club, un centro sportivo privato con campi da tennis e spa, dotato di un defibrillatore. La donna appena si è resa conto della situazione, ha subito preso il DAE dall'interno della struttura ed è corsa in soccorso del malcapitato. Fortunatamente dopo interminabili minuti di paura e preoccupazione il cuore del sessantunenne ha ripreso a battere. Sul posto è intervenuta una volante della polizia di Milano, un'ambulanza e due auto mediche con i soccorritori che hanno continuato le manovre di rianimazione e di stabilizzazione del paziente che dopo circa un'ora è stato portato all'ospedale Sant'Ambrogio dove è stato ricoverato in codice giallo e non è in pericolo di vita.

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LUCCA: flash mob contro la proroga del Decreto Balduzzi

Si è svolto sabato 26 marzo in piazza Aldo Moro a Capannori, comune della provincia di Lucca, il flash mob intitolato "L'arresto cardiaco non aspetta la proroga" per sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni a non prorogare ulteriormente i termini di legge che prevedono l'obbligo della presenza dei defibrillatori negli impianti sportivi.

Nel corso della mattinata è stato anche inaugurato il defibrillatore pubblico, collocato all'interno di una teca posta in una colonna fissa in piazza Aldo Moro e donato dall'associazione "Il sorriso di Stefano".

Hanno preso parte alla manifestazione e all'inaugurazione l'assessore allo sport Serena Frediani, la consigliera comunale Silvana Pisani e le associazioni sportive del territorio.

Ufficio Stampa - Comune di Capannori

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ROMA: l'incontro tra il ministro Lorenzin e la mamma di Lorenzo Toma

Carla Gentile dopo aver raccolto 52mila firme digitali sulla piattaforma change.org, per chiedere al legislatore di obbligare i luoghi pubblici di attrezzarsi di defibrillatori (riportato anche nel nostro articolo http://bit.ly/1VJyyUD del 24 febbraio 2016), ha ottenuto l'incontro nella capitale con il ministro della salute Beatrice Lorenzin. Il figlio della signora Gentile, Lorenzo Toma, è prematuramente scomparso lo scorso agosto in una discoteca salentina sprovvista di defibrillatore, dopo aver accusato un malore. Il ragazzo soffriva di una malformazione cardiaca, sconosciuta anche alla famiglia. Ecco l'appello della madre:<<colmare questa falla giuridica assurda, che fa sì che 5000 anime siano lasciate in balia degli eventi senza alcun piano di sicurezza né dal punto di vista tecnico, né da quello sanitario. L'idea che Lorenzo si sia sentito male e che nessuno l'abbia soccorso adeguatamente, dopo averlo protetto per diciotto anni è l'ossessione che ormai accompagna tutti i miei giorni e le mie notti. Non saprò mai se mio figlio si sarebbe potuto salvare ma so di certi che non gli è stato garantito alcun soccorso tempestivo>>.

Il ministro ha assicurato che si muoverà per accogliere l'istanza arrivata dal salento, portandola anche nel resto del paese. In breve si tratterebbe di dotare i luoghi affollati e lontani dai presidi di primo soccorso, come nel caso delle discoteche, di un'ambulanza medicata, con a bordo un defibrillatore  e personale formato per utilizzare il dispositivo salvavita. Ma tra gli impegni del ministro Beatrice Lorenzin c'è anche quello di inserire nello screening per le attività sportive anche l'eco-cardiogramma, e non solo l'elettrocardiogramma sotto sforzo così da intercettare tempestivamente anche alcune insidiose patologie congenite.

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MILANO: salvato con il defibrillatore un militare della GdF

Lo scorso 17 marzo presso il Palazzo di Giustizia di Milano è stato salvato un militare della Guardia di Finanzia della compagnia di Magenta che aveva accusato un malore, con uno dei 4 defibrillatori presenti nell'edificio. Si trattava di un arresto cardiaco e dopo essersi accasciato nell'atrio del primo piano sono scattati i soccorsi da parte del personale amministrativo presente in quel momento ed è stato rianimato proprio grazie al corretto utilizzo dell'apparecchio salvavita. Dopo circa 10 minuti è arrivata sul posto un'ambulanza che ha trasportato l'uomo all'ospedale San Raffaele.

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LIVORNO: salvato operaio con il defibrillatore dell'azienda

Momenti di paura la mattina del 14 marzo alla Pierburg Pump, azienda livornese che produce pompe ad olio e depressori per molte case automobilistiche di livello mondiale, quando un dipendente di 38 anni si è accasciato improvvisamente a terra in arresto cardiaco. Per fortuna l'azienda è dotata di un defibrillatore che ha permesso di salvare la vita all'operaio. Sul posto si è precipitata un'ambulanza, senza medico a bordo, che ha trovato l'uomo già collegato alla macchina così i sanitari hanno chiamato anche un secondo mezzo, questa volta con il medico che, non appena arrivato, ha trovato il paziente che aveva ripreso polso ed è stato fatto trasportare al pronto soccorso.

Oltre agli impianti sportivi anche il posto di lavoro è sicuramente un ambiente nel quale la presenza del defibrillatore può essere utile. Sono tantissime le aziende che si stanno rivolgendo a Italia Defibrillatori per avere una consulenza personalizzata professionale.

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LECCE: infarto in Tribunale, i presenti non riescono ad usare il DAE

Un defibrillatore in dotazione che nessuno è riuscito a far funzionare e una barella che non entra in ascensore e che costringe i soccorritori a salire sei piani a piedi: è la disavventura accaduta in mattinata nel Palazzo di Giustizia di Lecce, dove un commesso del tribunale di 45 anni è stato colto da un infarto mentre trasportava faldoni.

Una volta arrivati al sesto piano, i sanitari hanno potuto usare il defibrillatore con il quale hanno rianimato l'uomo che è stato portato al piano terra su un telo. Il commesso è stato condotto all'ospedale "Vito Fazzi" del capoluogo salentino per accertamenti.

Una notizia che dimostra quanto sia importante la corretta manutenzione del macchinario e la presenza di personale formato negli edifici dove è installato un defibrillatore.

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BELLUNO: salvato un 57enne ceco sulle piste da sci grazie al defibrillatore

Lo scorso 28 febbraio la Croce Bianca di Arabba ha salvato la vita ad un 57enne turista della Reppublica Ceca che ha accusato un malore mentre si trovava a Porta Vescovo, sulla pista di raccordo che porta alla seggiovia Arabba Fly, vicino alla partenza degli impianti.

Immediati i soccorsi da parte degli agenti di polizia e degli alpini del soccorso piste che, considerate le condizioni gravi dell'uomo già incosciente, hanno iniziato a praticargli il massaggio cardiaco. Subito è stato dato l'allarme al 118 e il Suem di Belluno ha provveduto a inviare i volontari della Croce bianca di Arabba accompagnati dal medico in servizio negli impianti.

Il personale medico e infermieristico sul posto ha stabilizzato il malcapitato per poi condurlo all'ambulanza inviata dall'ospedale di Agordo. A causa del maltempo né l'elicottero del Suem né quello dell'Aiut Alpin hanno potuto alzarsi in volo, per cui si è potuto intervenire solo via terra. L'uomo è stato trasportato al pronto soccorso dell'ospedale San Martino di Belluno dove i sanitari, dopo aver eseguito alcuni esami clinici, hanno deciso di ricoverarlo nel reparto coronaria intensiva dell'unità operativa di cardiologia. Il 57enne è un cardiopatico con diversi problemi di salute.

Si tratta del secondo salvataggio da parte della Croce bianca di Arabba con il Defibrillatore, dopo quella di un turista avvenuta qualche giorno prima in un albergo della zona.

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AREZZO: defibrillatore salva una vita al tiro al piattello

Un 65enne è salvo grazie al defibrillatore e alla prontezza di due volontari che, allertati dal 118, sono corsi in suo aiuto e sono stati rapidi ed efficaci nell'intervenire. L'uomo, della provincia di Pistoia, si trovava nell'impianto di tiro al piattello di Ponticino, località della provincia aretina. E' stato colpito da arresto cardiaco, ha perso i sensi ed è caduto al suolo. Le persone presenti hanno immediatamente chiamato il 118, ma sul posto era già presente un'autoambulanza che, su segnalazione dell'ospedale valdarnese della Gruccia che ha ricevuto la chiamata, è intervenuta per salvare il malcapitato. I due soccorritori hanno subito praticato il massaggio cardiaco e riattivato il battito grazie al defibrillatore. L'uomo si è ripreso ed è stato portato al San Donato di Arezzo.

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Muore a 13 anni sul campo di calcetto sprovvisto del defibrillatore

Aveva appena terminato la partita di calcetto con gli amici, nel campo comunale del quartiere "Padre Pio" della località foggiana di Trinitapoli. Dopo aver salutato mamma e papà che erano andati a prenderlo e avergli detto "Cinque minuti e arrivo", si è diretto verso gli spogliatoi per fare la doccia, invece è morto disteso su una panca assistito in un primo momento solamente dai suoi compagni. L'impianto sportivo, di proprietà comunale ma dato in gestione ad un privato, era sprovvisto del defibrillatore. Dopo il primo allarme degli amici i genitori hanno chiamato il 118 che ha inviato un'ambulanza, senza medico a bordo e il defibrillatore , che è arrivata dopo 30 minuti di attesa.

Questa triste notizie è arrivata a poca distanza dalla proroga di 6 mesi del "Decreto Balduzzi", che prevede la presenza obbligatoria dei defibrillatori in tutti gli impianti dove viene praticato sport a livello amatoriale e dilettantistico. Noi di Italia Defibrillatori speriamo che le società non si riducano all'ultimo per acquistare una macchina che potrebbe salvare una vita anche adesso.

 

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BARI: lo sfogo dell'amico del neolaureato in medicina morto sul campo da calcio sprovvisto del Defibrillatore

Lo scorso 14 gennaio un ragazzo di 25 anni ha perso la vita a Bari mentre stava giocando a calcio con gli amici. Si è accasciato al suolo accusando un malore ed è morto poco dopo, in attesa dell'arrivo del 118. L'impianto di gioco era sprovvisto del defibrillatore, una lacuna che ha impedito agli amici del ragazzo di intervenire immediatamente per salvarlo.

Ecco lo sfogo di un amico del 25enne scomparso nel capoluogo pugliese che ha voluto far pubblicare su alcuni siti d'informazione: ”Il ragazzo in questione era un neolaureato in medicina, mio compagno di corso e giocava con altri nostri compagni, amici, anche loro quasi tutti giovani medici. Come si fa a non essere incazzati con il destino per quello che è successo? E come si fa a non arrabbiarsi ancora di più, sapendo che qualcosa poteva essere fatto per evitare questo? Purtroppo la rianimazione cardiopolmonare non è stata sufficiente a tenerlo in vita sino all'arrivo dell'ambulanza. Sembra che altre morti premature di giovani sportivi, come il calciatore Morosini o il pallavolista Bovolenta, non ci abbiano insegnato nulla. Anche in questo caso la struttura non era dotata di un defibrillatore semiautomatico. Lo strumento avrebbe potuto arrestare l'aritmia fatale che lo ha colpito. Al di là di tutto, penso che il modo migliore di poter ricordare un giovane che vedeva nella medicina, nella possibilità di aiutare il prossimo, non sia far polemica, ma fare in modo che episodi del genere non capitino MAI PIU'”.

Il defibrillatore deve essere visto come un dispositivo che metterà in sicurezza gli atleti, i dirigenti e gli spettatori che frequenteranno l'impianto, che prima ancora sono nostri amici o famigliari. Concordiamo sul fatto che per le società sportive si tratti di una spesa importante, per un macchinario che nella migliore delle ipotesi non verrà mai utilizzato. Ma non comprendiamo la scelta di attendere l'ultimo giorno utile per mettersi in regola, rischiando di incappare in situazioni come quella di Bari.

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