Un defibrillatore per la scuola, un defibrillatore per l'istituto scolastico

MANTOVA: studentessa salvata dalle insegnanti con il defibrillatore della scuola

Solo grazie all'intervento tempestivo delle insegnanti e delle loro capacità apprese dalle lezioni di primo soccorso, ma soprattutto grazie al defibrillatore in dotazione alla scuola, nella mattina del 17 settembre è stata salvata una studentessa di 14 anni nella provincia di Mantova. Il resto l’ha fatto la rapidità con cui sono intervenuti i soccorritori della Croce Verde e i rianimatori del 118. Non è stato un semplice malore, quello che ha colpito la giovane ragazza durante l’ora di ginnastica al liceo scientifico Belfiore, ma un arresto cardiaco.

La giovane si è sentita male durante una corsetta di riscaldamento durante l'ora di educazione fisica. Uno sforzo leggero, visto che ha un certificato di esonero parziale a causa di una cardiopatia congenita. Di fatto le sono vietati l’attività agonistica e sforzi prolungati.

Il fatto è accaduto poco prima delle dieci del mattino nel campetto esterno del liceo. Secondo le prime testimonianze la studentessa è stata colpita da aritmia e subito dopo è crollata in arresto cardiaco. Risolutiva la manovra salva-vita con il defibrillatore. Subito dopo sono arrivati i mezzi di soccorso del 118, l’automedica e il personale della Croce Verde che hanno continuato le manovre rianimatorie. Il fatto che la ragazzina soffra di un disturbo cardiaco congenito è noto da sempre alla famiglia che la fanno seguire dagli specialisti di un centro cardiologico di Milano. Gli ultimi accertamenti avrebbero rilevato che la patologia è stabile. Nonostante questo il malore, che non sarebbe stato prevedibile.

Un defibrillatore semi-automatico le ha salvato la vita tre settimane fa a scuola dopo l'arresto cardiaco che l'aveva colpita durante l'ora di ginnastica. Un defibrillatore unico al mondo impiantato nel torace alcuni giorni fa al Carlo Poma le consentirà una vita normale. La studentessa del liceo Belfiore di Mantova ha lasciato l'ospedale di Mantova ed è in buone condizioni di salute. A riferirlo è l'ospedale cittadino, dove la ragazzina nei giorni scorsi è stata sottoposta ad un delicato intervento praticato per la prima volta al mondo su una paziente così giovane.

Un defibrillatore per lo sport, un defibrillatore per l'impianto sportivo, un defibrillatore per l'attività sportiva

MARCHE: rinnovato l'incentivo della Regione per le società sportive sull'acquisto di un defibrillatore

Resta ancora una quota di circa 25 mila euro che ora verrà assegnata, dietro presentazione delle domande a partire dalle ore 10.00 di lunedì 12 ottobre e fino alle ore 13.00 di giovedì 22 ottobre.

La giunta della Regione Marche ha riaperto il bando di accesso ai contributi per l’acquisto dei defibrillatori a servizio degli impianti sportivi: un obbligo di legge, a partire dal 3 febbraio 2016, a carico delle società sportive che dovranno garantire la disponibilità dell’apparecchio salva vita e del personale abilitato all’utilizzo. La riapertura del bando si è resa necessaria per assegnare tutto il plafond di circa 400 mila euro messo a disposizione dalla Regione: entro la precedente scadenza (24 settembre) sono pervenute 512 domande, per un totale di 635 defibrillatori da assegnare. Resta ancora una quota di circa 25 mila euro che ora verrà assegnata, dietro presentazione delle domande a partire dalle ore 10.00 di lunedì 12 ottobre e fino alle ore 13.00 di giovedì 22 ottobre.
La Regione garantirà anche la formazione del personale adibito all’utilizzo dei defibrillatori attraverso appositi corsi che verranno successivamente finanziati con il Fondo sociale europeo. Alla scadenza del precedente bando sono stati 414 i soggetti, tra Federazioni sportive, Discipline associate e Enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni ad avanzare le richieste, 69 gli Enti locali, in forma singola o associata, 29 gli Istituti scolastici e le Università delle Marche.
Il Coni Marche ha poi reso noti i centri di formazione di ogni provincia a cui rivolgersi per ottenere l’abilitazione all’utilizzo del defibrillatore semiautomatico. Nelle Marche ci sono 31 centri accreditati. Quattro per la provincia di Ancona, 9 per quella di Ascoli Piceno, 10 per quella di Pesaro e Urbino e 8 per quella di Macerata. Al seguente link, l’elenco completo delle strutture.

L'Adriatic Arena di Pesaro ha scelto Italia Defibrillatori

AOSTA: 56enne salvato allo stadio con un defibrillatore

Un 56enne piemontese è stato colto da un arresto cardiaco nel pomeriggio di sabato 3 ottobre, mentre assisteva a una partita di calcio a Hone, in provincia di Aosta.

Fortunamente sul posto era presente anche un medico cardiologo che è intervenuto prontamente per effettuare un massaggio cardiaco e nel frattempo un volontario del soccorso, abilitato all'uso di apparecchiature di pronto intervento, ha operato con un defibrillatore semiautomatico per rianimare l'uomo. Dopo alcuni minuti è arrivato un elicottero con a bordo un'équipe del 118, che ha trasportato l'uomo al Pronto soccorso dell'ospedale del capoluogo valdostano.

Un defibrillatore per lo sport, un defibrillatore per l'impianto sportivo, un defibrillatore per l'attività sportiva

AVELLINO: portiere del Rizla Serino salvato dal Defibrillatore

Nella serata di giovedì un ragazzo di trentatre anni residente nella provincia di Avellino si è sentito sul terreno di gioco con la sua squadra, il Rizla Serino. Una volta iniziata la seduta di allenamento il giocatore si è accasciato al suolo avendo avuto giusto il tempo di dire che non si sentiva bene. Si è trattato di un arresto cardiocircolatorio. I dirigenti della società e gli altri compagni di squadra hanno immediatamente dato l'allarme. Un primo intervento è stato effettuato grazie al defibrillatore, nel frattempo sono stati allertati i soccorsi. Sul posto è intervenuta una ambulanza del 118. Il trentenne è stato trasportato d'urgenza all’ospedale Moscati di Avellino dove resta sotto osservazione. La prognosi non è stata ancora sciolta.

 

 

La notizia arriva proprio nel periodo caldo per le società sportive che entro ottobre devono dotarsi di un defibrillatori per gli impianti dove viene praticata l'attività, per rispettare in pieno il "Decreto Balduzzi".

Ecco un link per maggiori informazioni:

https://www.italia-defibrillatori.it/societa-sportive/

Un defibrillatore per lo sport, un defibrillatore per l'impianto sportivo, un defibrillatore per l'attività sportiva

MODENA: la morte di un allenatore sul campo apre il dibattito sulla presenza dei defibrilaltori negli impianti sportivi

La tragedia di Baggiovara, località della provincia di Modena, con la morte sul campo di un giovane allenatore, Andrea Morselli, ha riacceso il dibattito sulla presenza di un defibrillatori negli impianti sportivi, presenza che diventerà obbligatoria a partire dal 1 gennaio 2015 con l'entrata in vigore del Decreto BalduzziNel caso del 41enne carpigiano i soccorsi sono stati tempestivi e, purtroppo, non hanno potuto evitare il peggio.

La situazione del Comune di Modena non è certamente entusiasmante: ad oggi sono 12 gli impianti sportivi dotati di defibrillatore, su un totale di 64 strutture comprendendo anche le sei palestre della Provincia. Altre sei installazioni sono in programma nelle prossime settimane. L’applicazione del “decreto Balduzzi” del 13 settembre 2012, che sancisce l’obbligo della dotazione dei defibrillatori semiautomatici negli impianti sportivi e la presenza di personale formato e in grado di utilizzarli, incontra così qualche difficoltà, soprattutto da parte delle società che si devono caricare di questa spesa.

Il Centro Sportivo Italiano, lancia il suo messaggio: «Dispiace che questo dibattito si apra soltanto in coincidenza di eventi tragici - Stefano Gobbi, presidente provinciale del CSI di Modena - come la scomparsa di Andrea Morselli: alla sua famiglia e agli amici del Baggiovara le nostre più sentite condoglianze. Una cosa, da quanto ci è dato sapere, sembra certa: i soccorsi sono stati tempestivi vista la vicinanza dell’ospedale, quindi non stiamo parlando di ciò che si poteva fare o non fare con un defibrillatore. Questo episodio speriamo possa far scaturire, una volta per tutte, la necessità di adoperarsi e fare chiarezza in un mondo, quello del primo soccorso, dove troppo spesso negli ultimi mesi una vita è stata paragonata a un comma di legge. La vita vale molto di più di un decreto. Se si vuole affrontare il problema seriamente bisogna che diciamo le cose come stanno, senza rimandi di responsabilità. Spiace constatare che sul piano organizzativo siamo ancora molto indietro, anche Modena è indietro. Il Comune ammette di avere solo dodici defibrillatori su 64 impianti: pochi, troppo pochi. Così come il Comune non può demandare tutto alle società sportive, così anche le società sportive non possono far finta di nulla. Proprietari, gestori e società sportive devono agire insieme. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità all’interno di una legge che è tutt’altro che chiara nelle sue applicazioni e solo una cosa ribadisce in modo inequivocabile: dal 1 gennaio gli impianti dovranno essere dotati di defibrillatore e ci dovranno essere persone in grado di utilizzarlo».

Il problema è come: «Dicevo, appunto - prosegue Gobbi - che ognuno deve prendersi le proprie responsabilità. Come Csi di Modena chiediamo al Comune di mettersi a capo della società civile, trovando le risorse necessarie per l’acquisto dei defibrillatori. E che si faccia anche promotore, tra tutti i comuni, per creare una vera e propria rete di intervento, che non sia solo un tavolo ma passi alla parte operativa. Al sistema sportivo e sanitario spetta l’informazione e la formazione». Immediato l’intervento del Comune: l’assessore allo sport Guerzoni afferma che «entro il mese di ottobre si terrà un incontro chiarificatore con le società sportive e i gestori degli impianti e in quella sede verranno chiariti tutti gli aspetti del problema».

Il problema sono anche le professionalità: «Le società sportive - chiude Gobbi - individuino le persone pronte a prestare servizio e a rendersi disponibili. Il Csi sta lavorando ad una campagna che lanceremo nei prossimi giorni: dal 1 ottobre personale dedicato presso la nostra associazione risponderà alle richieste delle nostre società sportive e a partire da quella data ci si potrà iscrivere a corsi di formazione serale da farsi presso impianti in gestione al Csi o per ambiti distrettuali, coprendo il territorio da Fiumalbo a Massa Finalese. Metteremo a disposizione 200 posti gratuitamente per i tesserati delle nostre società affiliate che saranno

poi quelli che sul campo avranno la responsabilità dell’utilizzo: la formazione avverrà con personale altamente qualificato, chiarendo bene che, appunto, il defibrillatore non è un obbligo di legge, ma un responsabilità civile molto alta».

Defibrillatore in discoteca, partirà da Siena il progetto "Safety dancing"

Presentato martedì a Firenze, nella sede del Consiglio regionale toscano, il progetto pilota "Safety Dancing" che prevede la presenza di un defibrillatore automatico, con personale del locale formato per intervenire tempestivamente in caso di malori, all'interno delle discoteche. Il progetto senese è nato dalla collaborazione di più enti: l'associazione cardio-trapiantati sezione di Siena (Acti), la Pubblica assistenza Valdarbia, l'Associazione Noi, la Coop la Popolare e la discoteca Papillon di Monteroni d'Arbia. "Questo progetto può diventare un modello da replicare in tutta la Toscana - ha dichiarato il presidente della commissione regionale sanità Stefano Scaramelli (Pd) -. Nei prossimi mesi valuteremo l'andamento e i risultati che il progetto 'Safety dancing' raggiungerà a Siena. Al termine di questo percorso la commissione potrebbe poi lavorare alla predisposizione di una legge che preveda questo tipo di approccio alla sicurezza nelle discoteche. Questa sarà la prima di una serie di proposte legge in campo sanitario, che intendiamo avanzare a livello consiliare".

"Questo progetto è un grande esempio di collaborazione tra associazioni, tanto che il defibrillatore - ha detto il dj Francesco Minucci della discoteca Papillon - sarà usato, oltre che la notte, anche dal centro sportivo antistante la discoteca. Il mondo della notte può essere educato al divertimento, per questo il progetto si fonda su due parole chiave: sicurezza e divertimento".

Se sei interessato all'acquisto di un defibrillatore, contattaci per avere una consulenza gratuita.

Un defibrillatore per lo sport, un defibrillatore per l'impianto sportivo, un defibrillatore per l'attività sportiva

Lecce: infarto durante la partita di calcetto, salvato dal defibrillatore

Dopo essersi accasciato al suolo durante una partita di calcetto gli amici hanno soccorso tempestivamente un 56enne in provincia di Lecce, in un impianto sportivo situato sulla strada che collega il capoluogo salentino alla località di San Cataldo. Gli amici hanno avuto la prontezza di soccorrerlo col defibrillatore, coordinati telefonicamente dal 118, riuscendo a salvarlo e poi ad accompagnarlo d'urgenza presso l'ospedale "Vito Fazzi".

I compagni di hobby hanno avuto la prontezza di recuperare il dispositivo presente nella struttura e di procedere con il massaggio e le scariche elettriche in un disperato tentativo di tenere in vita il 56enne.  Coordinati dal personale sanitario, intanto sopraggiunto sul luogo, l’uomo è riuscito a salvarsi.

La notizia arriva proprio nel periodo caldo per le società sportive che entro ottobre devono dotarsi di un defibrillatori per gli impianti dove viene praticata l'attività, per rispettare in pieno il "Decreto Balduzzi".

Ecco un link per maggiori informazioni:

https://www.italia-defibrillatori.it/societa-sportive/

Un defibrillatore per lo sport, un defibrillatore per l'impianto sportivo, un defibrillatore per l'attività sportiva

Mestre: salvato 82enne grazie al Defibrillatore

Nella mattinata di lunedì 3 agosto gli assistenti della piscina comunale di Mestre hanno salvato la vita ad un 82enne. L’anziano stava svolgendo una lezione di nuoto, quando a seguito di un malore improvviso ha perso conoscenza in acqua rischiando l'annegamento. Tempestivo l’intervento del personale in servizio, che ha provveduto a rianimare l’uomo in stato di arresto cardio-circolatorio, prima con il massaggio cardiaco, poi con l’utilizzo del defibrillatore. Un plauso ai soccorritori, che grazie alle manovre di primo soccorso sono riusciti a salvare in extremis la vita all'anziano, che ha ripreso conoscenza prima dell'arrivo degli operatori del 118 che l'hanno trasportato  all’ospedale dell’Angelo, dove è rimasto sotto controllo nelle ore successive. Davide Giorgi, presidente della polisportiva che gestisce gli impianti sportivi, si è congratulato con gli assistenti a bordo vasca, sottolineando come la scelta di puntare sulla formazione di primo soccorso per tutto il personale si sia rivelata fondamentale. Un provvedimento che dovranno adottare, entro ottobre 2015, tutte le società sportive dilettantistiche. 

Gli Alpini di Borgio Verezzi donano un Defibrillatore alla squadra di calcio

Sono stati gli Alpini di Borgio Verezzi, località della provincia di Savona, a rendere lo stadio comunale del loro paese un luogo più sicuro, donando un defibrillatore alla locale società sportiva dell'U.S.D. Borgio. La presidentessa Bergallo ha comunque contribuito in parte alla spesa; il Borgio dunque, oltre a cardio-proteggere tutti i suoi atleti, si è messo in regola in vista di ottobre 2015 quando tutte le società sportive italiane dovranno aver dotato e disposto l'utilizzo di defibrillatori semiautomatici negli impianti dove viene praticata l'attività (Clicca Qui per approfondimenti sul "Decreto Balduzzi").

"E' stato un gesto che abbiamo apprezzato in maniera particolare - racconta la presidentessa Paola Bergallo - per sensibilità e utilità. Conserveremo il defibrillatore con cura, affinché gli standard di sicurezza del nostro impianto siano i più elevati possibili"

Clicca qui per conoscere la nostra offerta alle Società Sportive

Un Defibrillatore per la spiaggia, Un Defibrillatore per lo stabilimento balneare

Multa salata ad uno stabilimento balneare privo del Defibrillatore

I militari della Capitaneria di porto di Cervia durante i controlli di routine agli stabilimenti balneari, mirati soprattutto alla verifica delle dotazioni di sicurezza balneare hanno multato di 1.032 euro uno stabilimento, non associato al piano collettivo, per la mancanza delle dotazioni di salvataggio tra cui il pallone ambu (Auxiliary Manual Breathing Unit) ed il defibrillatore, quest’ultimo reso obbligatorio dall’ordinanza regionale dell’Emilia Romagna.
Nello stabilimento sono state riscontrate anche irregolarità nel subingresso della concessione. L'ammenda di 1.032 euro è stata comminata per violazione del codice della navigazione.
La Capitaneria di porto di Cervia ricorda il numero di emergenza 1530, gratuito sia dal fisso che dal cellulare.

Contatta Italia Defibrillatori per conoscere le offerte riservate agli stabilimenti balneari:

https://www.italia-defibrillatori.it/spiaggia-cardio-protetta/

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