

Il Dr. Fabio Mora: carpigiano in prima linea per l’assistenza ai terremotati



Ecco le parole del dottor Mora:<<Dopo i terremoti in Emilia ed Abruzzo, che ho vissuto in prima linea, ho rilevato un salto di qualità: il modello di intervento della colonna mobile di Protezione Civile dell’Emilia Romagna si è ulteriormente consolidato ed è estremamente efficace, con funzionari ben preparati. In 4 ore eravamo pronti a partire con la colonna mobile dalla, cucina al personale sanitario. Ci sentiamo dire che “Dove va la regione Emilia Romagna fa la differenza“>>.
Qual’è il vostro compito nella colonna mobile? <<Nella fattispecie ci siamo trovati a gestire un’attività che non è strettamente legata al 118. Il nostro compito è stato quello di raccordare tutte le varie funzioni al fine di ricreare nuovamente una rete assistenziale che il terremoto ha completamente sfaldato. Si tratta di un’emergenza socio-sanitaria, perché c’è da ricostruire la rete dei servizi. Per questo abbiamo attivato collaborazioni con i medici di base che accolgono i pazienti nella tenda che funge da ambulatorio, con gli assistenti sociali, il distretto sanitario e anche gli psicologi d’emergenza. Favorendo la sinergia fra le diverse componenti è possibile stratificare i bisogni e dare delle priorità con l’obiettivo di garantire una scelta trasparente in merito alle collocazioni delle persone>>.
Come ha reagito la popolazione del centro Italia colpita dal sisma? <<Hanno una buona abitudine alla resilienza, sono disponibili e si fanno coinvolgere. Non hanno quella predisposizione all’assistenzialismo che paralizza l’intraprendenza, le persone escono dal campo alla mattina per andare a lavorare nell’orto e portarci frutta e ortaggi che poi vengono consegnati alla cucina>>.